Catherine’s Ordinary Life 2000

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Catherine’s ordinary life

Milano, 2001, 8’ 15”

By Lucia Anselmi, Roberta Cavallari

Il viaggio si muove nel paesaggio artificiale delle linee della metropolitana di Milano. La protagonista, Catherine, percepisce l’architettura urbana e le sue suppellettili direttamente sulla propria pelle fino a farsi penetrare a livello cerebrale. Quando la potenza pervasiva del paesaggio artificiale è tale che esso si inscrive a livello spinale e i meccanismi di discernimento del reale s’inceppano, nasce una nuova corporeità, e un modo nuovo di sentire le cose come “cose senzienti” (M. Perniola, “il sex appeal dell’inorganico”). Questa corporeità è figlia dell’infrastruttura tecnologica che caratterizza la città, in cui la fisicità è sostituita dalla materia sintetica, un mondo che Catherine percepisce in maniera distorta come popolato di cose senzienti. La seduzione diventa un gioco ossessivo, ma si tratta di seduzione subita e proiettata su componenti artificiali, superfici metalliche, tubi, pulsanti, ecc. Catherine incarna apparentemente il perfetto stereotipo di una donna, ma è una sorta di mutante le cui caratteristiche anomale non sono visibili a fior di pelle, si tratta di alterazioni dei cardini logici e percettivi, che si riscontrano nel suo erotizzare gli oggetti inanimati della metropolitana.

The trip moves between the artificial Milan’s subway landscape. Catherine, the protagonist, perceives the urban architecture and its furnishing directly on their skin up to be penetrate in the brain. When the pervasive artificial landscape’s power can inscribe itself deep into the spinal level, and the reality discernment mechanisms conk out, a new corporeality starts up, and even a new way of feeling things as “sentient things” (M. Perniola, “Il sex appeal dell’inorganico”). This embodiment is generated by the technological infrastructure that characterize the city, where the physicality is replaced by synthetic material, a world that Catherine perceived in a distorted manner as populated by sentient things. Seduction becomes an obsessive game, but it is incurred and projected on artificial components, metal surfaces, pipes, buttons, etc. Catherine apparently embodies the perfect stereotype of a woman, but it is a kind of whose abnormal characteristics are not visible on the skin, but they give rise to logical and perceptual alterations hinges, which are found in giving erotic value to the urban furnishing.

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