Il Gioco del Mondo 2000

[vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/3″][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_gallery type=”image_grid” images=”1783,1784″][/vc_column][vc_column width=”1/3″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]IL GIOCO DEL MONDO

Bologna, 2001,15’

Performance by Roberta Cavallari

Project by Lucia Anselmi, Roberta Cavallari

L’azione si svolge a Bologna, presso il Parco della Montagnola, un’oasi verde e al contempo rifugio per tante umanità. Il gioco del mondo, un antico gioco praticato nei cortili, viene disegnato con un gessetto sull’asfalto al centro del parco e i bambini iniziano spontaneamente a giocare saltando sul percorso. Il salto sugli spazi numerati è un micro frammento di rinascita politica dentro al cuore conflittuale del centro storico di Bologna. Come i percorsi della vita, il gioco del mondo è un percorso prestabilito da cui non si può sviare: quando si parte, occorre saltare senza perdere l’equilibrio, e non ci sono percorsi alternativi. Così è l’esistenza, regolata da giochi naturali e sociali, vi si compiono salti in avanti e a ritroso, fra spazio e tempo, memoria e vita. In questi transiti gli occhi assistono a un’istantanea redenzione: stanno cogliendo, ma non lo sanno, l’invisibile incarnazione del tempo.

The action take place in Bologna, in the Montagnola Park, a green oasis and, at the same time a shelter for various humanity. The game of the world, an old game done in back yards, is drawn with chalk on the asphalt in the middle of the park and the children begin to play spontaneously leaping on the route game. The jump on the numbered spaces is a micro fragment of political rebirth into the conflictual heart of downtown Bologna. As the paths of life, the game is a preset path from which you cannot deflect: when you start, you need to jump without losing balance, and there are no alternative routes. So it is the existence, governed by natural and social games, jumps forward and backward are carried out, between space and time, memory and life. In these transits eyes view a snapshot redemption: they are seeing but don’t know it, the invisible embodiment of time.

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