Ti abbraccio non aver paura

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TI ABBRACCIO, NON AVER PAURA (la donna rossa)

Milano, 2013, 11’

L’azione si svolge a Milano, davanti alla Borsa, in Piazza Affari. L’artista, protagonista dell’azione, come molte altre donne è vittima e artefice delle proprie dipendenze, incarna pedissequamente il materialismo e gli stereotipi fisici impostile dai media, appare omologata ai modelli femminili contemporanei nell’abbigliamento alla moda e nella cura dell’aspetto fisico.

Questa donna, vestita in rosso, colore notoriamente simbolico di passione, decide di compiere un semplice gesto che implica un contatto umano autentico, un abbraccio, in un luogo dove tutti e tutto, a proprio modo, consumano la propria disfatta: la Borsa. Il gesto è politico, Milano rappresenta la città da espugnare all’economia che detta la politica, la Borsa di Piazza Affari rappresenta il luogo dove si decidono quotidianamente le sorti del paese. L’artista, in piedi per ore a domandare abbracci agli intimoriti agenti di borsa diventa una creatura anomala, grottesca a tratti: la paura e la diffidenza verso l’altro, la richiesta di un contatto intimo come l’abbraccio, il suo aspetto fisico che ricorda, per gli accessori griffati, una rivista patinata, cozzano con ciò che la donna chiede di fare ai passanti, imbarazzati e timorosi, restii a concedere ciò che resta un gesto di umanità, un abbraccio donato e ricevuto, senza nulla più.

The action takes place in Milan, in front of the Stock Exchange, Piazza Affari. The artist, protagonist of the action, as many other women is victims and creator of its dependencies, she embodies slavishly materialism and physical stereotypes imposed by media, she looks approved to contemporary female models in trendy clothing and care of physical appearance. This woman, dressed in red, a notoriously symbolic color of passion, decides to make a simple gesture that implies a real human touch, a hug, in a place where everyone and everything, in their own way, consume their own defeat: the Stock Exchange. The gesture is political, Milan is the city to conquer to the economy that dictates the policy, the Milan Stock Exchange is the place where the destiny of the country is decided. The artist, in this action, standing for hours to ask for hugs to frightened stockbrokers becomes an anomalous creature, grotesque at times: fear and distrust toward each other, the request for an intimate contact such as hug, his physical appearance that recalls, for designer accessories, a glossy magazine, clash with what the woman asked to make the passers, embarrassed and fearful, reluctant to give what remains a gesture of humanity, a hug donated and received, nothing more.

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