Tu non mi comandi

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TU NON MI COMANDI (la donna bianca)

Bologna, 2013, 8’

Nella prima azione l’artista vestita in bianco, colore che simboleggia giovinezza e innocenza, incarna una giovane donna in cerca della propria identità attraverso la realizzazione del carico di aspettative che vengono proiettate dalla cultura e dalla natura sulla donna contemporanea. L’artista, che si trova in uno spazio cieco e asettico, si scaglia contro il muro con un coltello scalfendo l’intonaco con forza e irruenza fino a rimuoverlo nella gran parte. Questo gesto violento simboleggia il desiderio di lottare per cambiare lo stato delle cose, l’incapacità di accettare le convenzioni e i ruoli imposti alla donna nella storia e nel presente. L’innocenza in questo caso è unita all’energia ed alla ribellione tipiche dell’età giovanile, Questa donna, di bianco vestita, ed animata dalla purezza che questo colore esprime, espone violentemente sé stessa in questa opera di distruzione simbolica e materiale di un muro.

In the first action the artist dressed in white, a color that symbolizes youth and innocence, embodies a young woman in search of his own identity by carrying the load of expectations that are projected by the culture and the nature on the contemporary woman. The artist, who is in a blind and sterile space, rails against the wall with a knife scratching the plaster with force and vehemence up to remove it in large part. This violent gesture symbolizes the desire to fight to change the state of things, the inability to accept the conventions and the roles imposed on women in history and in the present. The innocence in this case is linked to energy and rebellion typical of the youthful age. This woman, dressed in white, and animated by the purity that this color expresses, violently exposes itself in this work of symbolic and material destruction of a wall.

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